Mer 13/05 2026 Ore 21:00

Dimartino

Dimartino
Coro di Santa Pelagia
Concerto

A sette anni dal suo ultimo album “Afrodite”, Dimartino annuncia “L’improbabile piena dell’Oreto” (Sony Music/Piccicca Dischi), il suo quinto album di studio e il ritorno alla dimensione solista, dopo gli ultimi anni di progetti condivisi e collaborazioni. 

 

L’uscita del nuovo album del cantautore sarà accompagnata anche dal ritorno live con “L’improbabile piena dell’Oreto Tour 2026, in venue non convenzionali e suggestive in cui Dimartino porterà dal vivo le nuove canzoni – insieme al repertorio che negli anni ha segnato il suo percorso di autore e musicista – in una veste intima e unplugged in cui l’artista metterà a nudo le canzoni, per chitarra e voce, davanti al suo pubblico, a Torino, Mercoledì 13 Maggio 2026 nel Coro di Santa Pelagia, via San Massimo 21. L’evento è organizzato da Associazione Culturale Hiroshima Mon Amour in collaborazione con Opera Munifica Istruzione 1776-2026.

Ad anticipare il disco è “L’oro del fiume”, il brano che apre l’album e che ne introduce fin da subito l’immaginario sonoro e narrativo del nuovo capitolo discografico che prende forma attorno a un’immagine centrale: quella del fiume, luogo di mistero, ricerca e trasformazione.

«Già durante la scrittura del disco immaginavo una dimensione live molto acustica. – Racconta Dimartino – La mia idea è quella di spogliare la canzone per restituirne la fragilità. Ho scelto di suonare in alcuni luoghi mistici non per fare un rito, ma semplicemente per predisporre il pubblico ad un ascolto più attento».

“L’oro del fiume”, disponibile sulle piattaforme da venerdì 20 marzo, racconta la storia di un cercatore d’oro fermo nel mezzo del fiume a interrogarsi sul senso della propria ricerca: una riflessione poetica sull’uomo contemporaneo e sugli obiettivi che inseguiamo e lo scorrere del tempo. Nel testo il cercatore d’oro diventa una figura simbolica che si muove nella corrente della vita inseguendo un obiettivo, salvo poi accorgersi che proprio quella ricerca rischia di allontanarlo da ciò che conta davvero. Tra immagini d’acqua, silenzi e correnti che trascinano indietro, il protagonista arriva a una resa consapevole: lasciare che l’oro resti lì dov’è, nel mistero del fiume. La canzone, scritta da Dimartino e prodotta da Roberto Cammarata, è una delicata ballad folk dove l’arrangiamento gira attorno a un arpeggio di chitarra che assume una valenza quasi popolare, elettronica e organica, mentre il mellotron fa da sfondo.